"Quella sera, a letto, ho inventato uno scarico speciale da mettere sotto tutti i cuscini di New York, collegato al laghetto del Central Park. Ogni volta che qualcuno si addormentava piangendo, tutte le lacrime sarebbero finite nello stesso posto e poi al mattino al bollettino meteo avrebbero detto se il livello delle acque del Laghetto delle Lacrime era salito o sceso, così la gente poteva sapere se le scarpe di New York erano pesanti. E quando succedeva qualcosa di veramente terribile - tipo una bomba atomica, o almeno un attacco con armi biologiche - avrebbero suonato una sirena fortissima per dire a tutti di andare nel Central Park e mettere dei sacchi attorno al laghetto."
Papà ha piantato i bulbi dei tulipani senza avermelo detto. Così, stamane, quando ho visto due germogli verdi verdi venir su dalla terra, indicandoglieli, mi ha risposto «sono tulipani» e non ho potuto far a meno di pensare che saranno bellissimi. Perché i tulipani durano poco come tutte le cose bellissime di questo mondo. Ecco.
Oggi la radio del supermercato trasmetteva sta qui. E mentre cercavo il riso basmati, che è buono buono così, mi sono sentita finalmente uau. Come se non potesse esserci luogo migliore in quel momento, per me. E ho pure pensato che … certe canzoni lo fanno, ti fanno sentire okay.
"Il mondo è pieno di ragazzi che avrebbero voglia di stare con te. Solo che non li conosci, è sempre questa la fregatura, così ognuno continua a dondolare la propria vita fra le stesse facce e gli stessi discorsi.
Faresti meglio a staccare la spina da quel piccolo universo che ti ha sfruttato e nauseato, e a partire per un altrove che non si misura a chilometri, ma a stati d’animo. Le persone sensibili hanno necessità di scegliersi le proprie compagnie invece di subirle, perché il mondo può essere molto cattivo con chi non risponde a certi canoni e non si mostra bello, simpatico e allegramente vuoto come un personaggio della pubblicità.
Fatti del bene. E poiché ascoltare le magagne altrui ti fa male, smetti immediatamente di farlo. Scusa il gioco di parole, ma forse così ti verrà più facile tenerlo a mente. Però nessun ragionamento, neanche questo, ti aiuterà a superare il blocco che ti sei creata. Ci vuole l’azione. Finché continui a rimanere a bordo vasca, a discettare sulla temperatura dell’acqua, non riuscirai mai a nuotare. Cerca
un trampolino, chiudi gli occhi e tuffati. E se prenderai una panciata, non incolpare l’acqua e nemmeno te stessa. Intanto avrai imparato a non affogare.
Ti auguro una lunga estate d’amore. Perché tutti abbiamo diritto, almeno una volta nella vita, a pensare che le canzoni del Festivalbar siano state scritte apposta per noi."